F.A.Q. (DOMANDE FREQUENTI)

PATOLOGIA ANALE
PATOLOGIA ANO-RETTALE

Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di patologia anale.

    • Disturbi dell’evacuazione per prolasso, rettocele, intussuscezione, magaretto
    • Disturbi pavimento pelvico: retto da sforzo e perineo discendente
    • Patologie del Douglas: elitrocele, edrocele (più rari)
    • Patologia venosa: emorroidi
    • Patologia mucosa: ragade
    • Patologia settica: ascessi e fistole

Queste patologie sono assai più frequenti di quanto si creda.

  1.  Le emorroidi, le ragadi, gli ascessi e le fistole sono ben conosciute, anche se spesso sottaciute al medico curante per un erroneo senso di pudore.
  2. Le altre patologie, legate a disturbi dell’evacuazione, come il prolasso mucoso nei suoi vari tipi, i rettoceli, il retto da sforzo -nelle sue varie forme- e la sindrome del peritoneo discendente – e le più rare forme di patologie dello scavo del Douglas – sono spesso poco conosciute ed interpretate erroneamente come generica stipsi.

Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa patologia sono:

  1. Cosa debbo fare se vedo sangue che sporca il vater o macchia la carta igienica?
  2. Cosa posso mangiare per evitare che il dolore in basso si presenti?
  3. Se ho dolore o bruciore in basso è opportuno fare un bidè con acqua fredda?
  4. Se vedo pus ed il dolore si riduce, è meglio?
  5. Perché si formano gli ascessi?
  6. Perché si formano le emorroidi?
  7. E’ importante l’alimentazione?
  8. E’ vero che le emorroidi si curano con la chirurgia del freddo?
  9. Quando il dolore ed il bruciore diventano insopportabili, posso usare la pomata al cortisone consigliatami dal dottore di famiglia?
  10. Per quanto tempo posso continuare a metterla?
  11. Esistono altre cure per le emorroidi?
  12. Quanto tempo dura la cura?
  13. Si guarisce completamente?
  14. Quando il dolore è forte, può venire anche la febbre?
  15. Debbo fare la rettoscopia?
  16. Debbo fare una lastra del tubo digerente?
  17. Vado al bagno anche 2-3 volte al mattino, ma non mi sento mai completamente svuotata/o: perché? il mio medico dice che non sono stitica/o, ma spesso debbo aiutarmi con un lassativo per sentirmi libera/o. Perché?
  18. A volte non vado al bagno per molti giorni e quando poi avverto lo stimolo evacuo poco e male. Perché?
  19. Queste patologie si accompagnano ad altri problemi o sono localizzate solo alla regione anale?
  20. Che importanza ha l’igiene?

PREMESSA. Le domande sono esposte in modo metodologicamente scorretto, ma questo è voluto, poiché il paziente esprime i suoi dubbi e le sue richieste senza seguire una metodologia clinica, essendo inesperto del problema medico. E spesso il medico curante e lo specialista Gastroenterologo si trovano a dover dare risposte il più precise possibile ad una serie di domande rivolte tutte insieme e senza una razionalità etio-patogenetica

1. Cosa debbo fare se vedo sangue che sporca il vater o macchia la carta igienica?

Non deve allarmarsi. Deve avvertire il suo medico e recarsi da una specialista Gastroenterologo Proctologo. Deve annotare se il sangue è rosso vivo, rosso scuro, se vernicia le feci o se è frammisto ad esse. Deve cercare di realizzare la reale quantità del sangue fuoriuscito. Deve poi dare tali informazioni allo specialista Gastroenterologo Proctologo dal quale si reca. Si tenga preparato ad eseguire un esame rettoscopico, un esame delle feci ed un clisma opaco o, meglio, una colonscopia, a seconda di vari parametri di cui terrà conto il suo Gastroenterologo Proctologo. Può mangiare tutto regolarmente, evitando però spezie piccanti e cercando di prediligere frutta e verdura con l’intento di rendere morbide le feci. Ascolti comunque i consigli che il medico specialista Gastroenterologo Proctologo le darà in merito.

2. Cosa posso mangiare per evitare che il dolore in basso si presenti?

Deve cercare di evitare le spezie piccanti e gli alcolici, deve cercare di non stare troppo tempo fermo in stazione eretta ed eventualmente aiutarsi con plantari anatomici. Deve curare molto l’igiene anale, evitando carta igienica, anche il tipo morbido, i saponi eccessivamente alcalini, e non deve mai omettere un accurato bidè dopo aver evacuato.

3. Se ho dolore o bruciore in basso è opportuno fare un bidè con acqua fredda?

Il bidè con acqua gelida non è mai risolutivo. Può aiutare nella fase acuta del dolore urente, ma spesso crea un effetto di rimbalzo, peggiorando successivamente la situazione circolatoria locale. E’ viceversa sempre opportuno usare acqua tiepida. Anche quella troppo calda è controproducente, anche se inizialmente, per l’azione spasmolitica sullo sfintere, può dare una sensazione di sollievo.

4. Se vedo pus ed il dolore si riduce, è meglio?

Se vede pus significa che c’è un infezione. Se il dolore si riduce con la fuoriuscita del pus, vuol dire che una parte dell’ascesso si sta drenando da solo all’esterno, evitandosi, presumibilmente, una fistola interna. Ma occorre che lo specialista Gastroenterologo Proctologo valuti il problema, prescrivendo verosimilmente un esame contrastografico per decidere su di una eventuale terapia chirurgica. Un’indagine radiologica, nelle mani di un Radiologo esperto e dedicato a problemi gastroenterologici, è quanto mai opportuna e può evitare l’errore di terapie improprie.

5. Perché si formano gli ascessi?

Gli ascessi si formano per scarsa pulizia locale o, comunque, per eccesso di produzioni sebacee e secretive, con il sovrapporsi di germi comunemente saprofiti. Pertanto un’igiene locale non sarà mai troppa e l’uso di prodotti efficaci, antibatterici ed anche non irritanti, anallergici e poco alcalinamente aggressivi è assai raccomandata.

6. Perché si formano le emorroidi?

Le emorroidi si formano per problemi di tipo circolatorio dei plessi venosi omonimi situati nella regione ano-rettale. Altri fattori che contribuiscono sono: una predisposizione genetica, abitudini posturali aggravanti, situazioni fisiologiche favorenti, terapie farmacologiche, abitudini dietetiche errate. Per i non addetti basti sapere che un’alimentazione ricca di frutta, verdura e fibre ed una minima attività ginnica aiutano molto ad evitare il loro formarsi.

7. E’ importante l’alimentazione?

L’alimentazione è assai importante. Ma anche una discreta attività motoria, favorendo un buon ritorno venoso al cuore ed impedendo un ristagno nel circolo venoso periferico, aiuta a prevenire l’istaurarsi di una patologia che tende a cronicizzare.

8. E’ vero che le emorroidi si curano con la chirurgia del freddo?

La chirurgia del freddo, o criochirurgia, è piuttosto obsoleta nel campo specifico. Si è visto che altri tipi di chirurgia specialistica sono più efficaci e risolutivi nelle mani di un esperto Gastroenterologo Endoscopista, in quanto sono interventi di piccola chirurgia ambulatoriale e di tipo endoscopico, o nelle mani di un Chirurgo specialista Colonproctologo. Un buono e risolutivo intervento operatorio nella patologia in esame è frutto di lunga esperienza che solo un medico dedicato al problema specialistico è in grado di attuare. Ma, prima di ricorrere alla chirurgia, molte e prolungate terapie mediche conservative debbono essere seguite, seguendo le indicazioni del suo Gastroenterologo di fiducia, prima di ricorrere all’opera di un Chirurgo, che, seppure questi sia dedicato al problema proctologico, è gravata di un’alta percentuale di recidive.

9. Quando il dolore ed il bruciore diventano insopportabili, posso usare la pomata al cortisone consigliatami dal dottore di famiglia?

Se possibile, è opportuno farsi visitare dal medico curante o dallo specialista Gastroenterologo Proctologo prima di effettuare terapie autonomamente. Il medico valuterà quando è il caso di un trattamento corticosteroideo volta per volta. In linea di massima, comunque, quando si sono già messi in pratica tutti i consigli detti, in acuzie è possibile ricorrere ad un brevissimo trattamento locale, se non è possibile farsi visitare subito e se il medicamento dà un po’ di sollievo. Ma tener presente che la terapia steroidea locale deve essere riservata a periodi brevi ed in casi eccezionali.

10. Per quanto tempo posso continuare a metterla?

Il periodo di cura con la pomata al cortisone deve essere il più breve possibile. Una attenta valutazione specialistica farà propendere per una terapia prolungata e specifica per la forma patologica in atto e per il momento patogenetico specifico. Occorre diffidare di soluzioni rapide e miracolistiche, talora erroneamente proposte da colleghi eccessivamente ottimisti o poco pratici della patologia specifica. Sospettare, in particolare, di un uso indiscriminato e prolungato di antiinfiammatori locali e sistemici e del ricorso precoce alla cosiddetta “eradicazione chirurgica”. La chirurgia ha un suo ruolo importante, ma va riservata a casi selezionati e dopo appropriate terapie mediche. Va tenuto conto della preparazione specialistica del Chirurgo Proctologo e della frequente evenienza di recidive anche nelle mani più esperte.

11. Esistono altre cure per le emorroidi?

Le terapie adatte alla patologia emorroidaria non sono in realtà molte. In mani esperte, e seguite con scrupolo e pazienza, portano spesso a soluzioni inaspettate perfino al medico specialista Gastroenterologo Proctologo. Senza voler entrare in argomenti troppo tecnici ricordiamo l’importanza della dietoterapia, di un idoneo esercizio muscolare, di appropriate misure posturali, di una attenta prevenzione delle cause favorenti (la postura, l’alimentazione, alcuni eventi fisiologici). I farmaci, seppur numerosi, hanno pochi, ma importanti scopi: ridurre il dolore, ridurre l’infiammazione, mantenere un’ottima igiene locale, migliorare la circolazione venosa locale e periferica. Esistono poi supporti medicali meccanici (dilatatori criotermici) la cui affidabilità ed efficacia si stanno sempre più affermando, ad onta della scarsa accettazione da parte del paziente. Se si hanno sanguinamenti eccessivi e le emorroidi sono di 1°- 2° grado si possono attuare terapia specialistiche ambulatoriali. Esse sono le iniezioni sclerosanti e le legature con laccio emostatico. La chirurgia (divulsione digitale dello sfintere anale e sfinterotomia) va riservata a casi selezionati ed affidata ad esperti Chirurghi Proctologhi, ed avrà in tal modo efficace e duraturo successo.

12. Quanto tempo dura la cura?

La terapia, come abbiamo detto, è assai lunga, ma questa affermazione non deve essere fraintesa. La soluzione dei problemi, in fase acuta, è piuttosto rapida e soddisfacente. La cronicità cui si vuole far cenno riguarda invece la coscienziosità e lo scrupolo con cui deve venire attuata ogni forma di misura preventiva che lo specialista Gastroenterologo Proctologo consiglierà caso per caso. Solo seguendo con assoluto zelo tali indicazioni, ed imparando in parte a convivere con il problema, esso stesso si attenuerà vieppiù nel tempo, pronto peraltro a ripresentarsi in caso di comportamenti a rischio. In questo senso vale dunque l’asserzione che la patologia emorroidaria, una volta presentatasi, non abbandona più il soggetto colpito, se non nella misura in cui lo stesso saprà seguire con pazienza lo specialista Gastroenterologo.

13. Si guarisce completamente?

La guarigione dal problema acuto è abbastanza rapida, ma, come detto, occorre seguire scrupolosamente le prevenzioni consigliate dallo specialista Gastroenterologo Proctologo per evitare che l’episodio acuto possa ripresentarsi anche con maggior veemenza e possa portare, recidiva dopo recidiva, all’intervento chirurgico.

14. Quando il dolore è forte, può venire anche la febbre?

Se compare febbre significa che c’è un’infezione e quindi un ascesso. La sola malattia emorroidaria non determina complicanze febbrili. In tal caso la competenza diventa canonicamente chirurgica, in quanto la chirurgia è indicata e risolutiva in caso di ascessi e/o fistole.

15. Debbo fare la rettoscopia?

Quando si presenta un problema di patologia ano-rettale, qualunque esso sia, anche se l’evidenza di una semplice patologia locale è netta, occorre considerare l’opportunità di un accertamento diagnostico di tipo endoscopico poiché la frequenza del tumore retto-colico è assai elevata. E’ opportuno quindi accertare o meno la sua eventuale presenza prima di approntare qualsiasi altro discorso terapeutico.

16. Debbo fare una lastra del tubo digerente?

Siccome il problema, in buona percentuale, è dovuto alla mucosa o alla circolazione locale, è opportuno valutare visivamente queste situazioni con un’endoscopia diretta, che può fornire anche una valutazione istologica tramite biopsia di eventuali lesioni. Inoltre, nell’ipotesi di un trattamento chirurgico o parachirurgico ambulatoriale, è bene che lo specialista Gastroenterologo Endoscopista abbia un’immagine diretta del quadro anatomico che va ad affrontare. Solo se occorre, si può rendere necessaria un’indagine radiologica mirata al problema esistente.

17. Vado al bagno anche 2-3 volte al mattino, ma non mi sento mai completamente svuotata/o: perché? il mio medico dice che non sono stitica/o, ma spesso debbo aiutarmi con un lassativo per sentirmi libera/o. Perché?

E’ frequente per lo specialista Gastroenterologo sentire questo tipo di problema raccontato più o meno in questi termini. E’ comprensibile che un collega non gastroenterologo male interpreti la sintomatologia alla quale non è possibile attribuire l’etichetta di stipsi. Si tratta infatti di problemi, peraltro sempre più frequenti, riguardanti la mobilità della regione retto-pelvica. L’interpretazione di questi disturbi non è facile e prevede indagini superspecialistiche. Essi si inquadrano nella patologia dell’ano-retto, ma si definiscono come disturbi dell’evacuazione o del pavimento pelvico. Gli esami superspecialistici, che occorre effettuare per chiarire la diagnosi, sono semplici ed incruenti. I più frequenti sono la defecografia, la manometria anorettale, ma già la visita di uno specialista Gastroenterologo dedicato alle problematiche proctologiche può essere dirimente.

18. A volte non vado al bagno per molti giorni e quando poi avverto lo stimolo evacuo poco e male. Perché?

Il problema, che viene etichettato come stipsi, può riguardare la mobilità e la regolazione nervosa del pavimento pelvico. E’ opportuna una valutazione monometrica, talora elettromiografica dell’attività sfinteriale del puborettale e dello sfintere esterno ed un’eventuale terapia a tipo bio-feedback.

19. Queste patologie si accompagnano ad altri problemi o sono localizzate solo alla regione anale?

A volte possono essere correlate a patologie del sistema nervoso periferico. Anche queste vanno diagnosticate con la manometria ano-rettale e con la elettromiografia.

20. Che importanza ha l’igiene?

L’igiene locale è molto importante. La sua carenza peggiora la patologia infiammatoria e può determinare sepsi con formazione di ascessi e fistole.


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